bivouac fanton

Call for ideas for the reconstruction of the Bivouac Fanton (BL, Italy)

March 18, 2015

Theme: bivouac, architecture in the Dolomites
Location: Belluno, Italy
Date : January 2015
Mission : International competition
Size: 50 m2
Client :  Sezione Cadorina del CAI di Auronzo,  Fondazione Architettura Belluno Dolomiti e  con il sostegno di AKU Italia s.r.l., di Bim Piave e Comune di Auronzo di Cadore
Team: in partnership with arch. Paolo Maselli, ing. Alberto Silvera, geo. Antonio Donvito

La montagna è continua ed imprevedibile esperienza: in questo contesto incerto, il bivacco si configura come meta, punto di arrivo da esplorare e da scoprire a sua volta e parte del bagaglio culturale dell’escursionista, un segno forte di facile reperibilità e visibilità che arricchisce la percezione del paesaggio.
La cornice naturale in cui il bivacco si inserisce è di grande fascino: la Forcella Marmarole e la catena montuosa di cui fa parte avvolgono questa piccola struttura in un panorama sconfinato.
Progettare un bivacco significa pensare ad un oggetto che si radica profondamente sul territorio e diventa un riferimento geografico, ma vuol dire anche concepire una dimora temporanea dinamica quotidianamente esposta ad agenti atmosferici diversi.
Uno dei principali obiettivi di questo progetto è stato quello di ideare un volume architettonico capace di instaurare un rapporto simbiotico con il paesaggio. Osservando le pendici del Cimon del Froppa, sulle quali il bivacco sarà collocato, abbiamo sviluppato una proposta con la volontà di assorbire non solo la bellezza ed i colori delle rocce circostanti, ma anche le sue asperità e le avversità climatiche.

L’aspetto caratteristico delle Dolomiti è un alternarsi di linee morbide orizzontali, quelle dei prati e degli altipiani, e linee decise e rigide verticali, quelle di pinnacoli, guglie e torri o delle profonde gole. Il passaggio di forme è netto, preciso, così che i volumi si stagliano perfettamente definiti e isolati gli uni dagli altri.
L’intervento si colloca nel paesaggio proprio come un frammento della parete rocciosa, configurandosi come una sovrapposizione di strati dovuti ad una sedimentazione funzionale.
La stratificazione del volume segue il profilo della montagna, assecondandola e generando una falda unica, che guarda verso sud, a valle.